
Ata Doğruel (1991) è un artista visivo e performativo la cui pratica si muove tra gesto, installazione e narrazione, esplorando i legami tra identità, linguaggio e corpo politico.

Ata Doğruel – “OVER CONSUMPTION IN TOILET”, 2015
Iniziò studiando giurisprudenza alla Koç University di Istanbul, ma si diplomò invece in Media e Arti Visive presso la stessa università. Ispirato da figure come Marina Abramović e Tehching Hsieh, Doğruel utilizza il proprio corpo e il tempo come materia prima nelle sue performance.
Ata Doğruel – “Endless Field”, 2017
Ata Doğruel – Performance: “Out of possession”, 2016

Ata Doğruel – Performance: “Sonsuz Tarla”, 2017
Il corpo è utilizzato come dispositivo critico: un corpo che resiste, che si espone, che interroga i meccanismi del potere, del linguaggio e dell’appartenenza. Il gesto, mai fine a sé stesso, diventa atto di scrittura nello spazio, mentre l’ambiente – urbano, post-industriale o architettonico – si trasforma in co-protagonista dell’azione, campo di attrito tra memoria collettiva e urgenze contemporanee.

Ata Doğruel – 40 days long performance: “Light Source”, 2022
Le performance di Ata Doğruel utilizzano, inoltre, materiali poveri, elementi architettonici e riferimenti alla cultura visiva contemporanea per costruire spazi di frizione e riflessione.

Ata Doğruel – 40 days long performance: “Strokes”, 2023
Le sue opere, che uniscono la precisione del linguaggio visivo alla forza evocativa della performance, lasciano emergere domande aperte su identità, territorio, vulnerabilità e resistenza, in una continua oscillazione tra costruzione e disfatta.

Ata Doğruel – “MY QUARANTINE, COVID-19”, 2020
Dal 2019 ha avviato il Project ’40’, una serie di performance della durata di 40 giorni fino al suo quarantesimo compleanno nel 2031. Il numero 40 è scelto per il suo forte valore simbolico, richiamando tradizioni antiche di trasformazione.

Ata Doğruel – “PLASTER FOR POST-MODERN INDIVIDUALISM”, 2015
Con la sua pratica, Ata Doğruel abbatte il confine tra arte e vita, offrendo immersioni estreme nel tempo, nel corpo e nel silenzio. Le sue opere ci mettono di fronte alla riduzione dell’azione umana all’essenziale e alla dimensione collettiva dell’esperienza, trasformando il pubblico in partecipanti consapevoli. Fino al 2031 continuerà a sfidare se stesso e il pubblico, consegnando l’arte performativa al tempo come medium e al corpo come narrazione.
https://www.atadogruel.com/about, https://hyperallergic.com/786417/the-stage-as-a-living-concept-in-turkeys-performance-art/, https://omm.art/en/exhibition/light-source-at-omm, https://sanatokur.com/ata-dogruelin-isik-kaynagi-performansi-uzerine/