
Gülhatun Yıldırım – “Derinin Altında Su Var”, 2024
Gülhatun Yıldırım (1991) è un’artista performativa contemporanea di spicco, laureata in Belle Arti all’Università Işık di Istanbul.
Gülhatun Yıldırım – “İlişkisiz (Unconnected), 2015
Le sue opere si snodano fra performance dal forte impatto sensoriale e documentazioni multimediali, in un dialogo costante tra corpo, elemento naturale e spazio sociale.

Gülhatun Yıldırım – “Untitled”, 2015
Il suo lavoro indaga due poli emotivi profondi: il desiderio di esistenza e di ritorno alle origini da un lato, la paura del nulla e della fine dall’altro. Attraverso il corpo esplora le tensioni tra memoria, appartenenza e trasformazione.

Gülhatun Yıldırım – “Ay ve Güneş”, Mezopotamya, 2024
Yıldırım crede nell’“essere totalmente nuda nell’istante”, un tentativo radicale di eliminare filtri e mediazioni, per lasciar emergere il corpo in uno stato crudo di autenticità. Le sue performance si muovono lungo una traccia iniziale, ma lasciano spazio all’improvvisazione corporea, generando trasformazioni inattese nel mezzo dell’azione .

Gülhatun Yıldırım – “Moon and Sun”, Isonzo, Italy, 2022
Le registrazioni visive o testuali dei suoi lavori non sono meri documenti. Diventano pietre miliari di una memoria collettiva e di una traccia corporea liquida, che continua a vivere ben oltre il tempo performativo .
Gülhatun Yıldırım – “Water”, 2016
Gülhatun Yıldırım – Performance: “Inside”, 2018
Le performance di Gülhatun Yıldırım, spesso site-specific, intrecciano elementi di ritualità, movimento e linguaggio per dare forma a esperienze collettive e intime al tempo stesso.

Gülhatun Yıldırım – “Submerge”, 2020
Radicata in una riflessione profonda sulla condizione femminile e sulle dinamiche del potere, Yıldırım utilizza il gesto, il movimento lento, ripetitivo e carico di tensione emotiva come strumenti politici e poetici, trasformando lo spazio scenico (spazi scelti con cura — ambienti urbani marginali, architetture dismesse o luoghi naturali — che diventano parte integrante dell’azione artistica) in un luogo di resistenza e rivelazione.

Gülhatun Yıldırım – Performance: “Yıkımın Büyüsü”, 2019
Centrale nella sua poetica è l’acqua, usata come elemento simbolico e veicolo di memoria: nei suoi lavori, spesso l’azione performativa si fa ponte tra artista, spettatori e natura, stabilendo un legame a volte rituale, a volte intimo.

Gülhatun Yıldırım – “Source II”, 2019
La sua pratica attraversa confini disciplinari e culturali, invitando il pubblico a un confronto diretto e sensoriale con ciò che è fragile, rimosso o taciuto.

Gülhatun Yıldırım – “Rolling”, Ongoing Performance Project
Il suo corpo, spesso nudo o coperto da tessuti che richiamano la tradizione anatolica, diventa un mezzo espressivo potente e vulnerabile allo stesso tempo, capace di generare un dialogo diretto con lo spettatore, spingendolo a interrogarsi sul ruolo dello sguardo, sulla dimensione politica della corporeità e sulla possibilità di cura attraverso l’arte.
https://www.themagger.com/performistanbul-sanatcilari-roportaj, https://www.magnet.istanbul/blog/icerik/pop-up-interview-with-gulhatun-yildirim, https://turkishshakespeares.wordpress.com/2023/06/18/john-everett-millaiss-ophelia-revised-in-water-a-live-performance-by-gulhatun-yildirim/